Interpellanza 'Microimprenditorialità nel Comune di Gordola'

Gordola, 06.11.2016 -

Onorevole Sig. Sindaco,
Onorevoli Sig. Municipali,

con la presente, avvalendoci delle facoltà concesse dalla Legge (art. 66 cpv 2 e 3 LOC) e dal
Regolamento comunale ci permettiamo di interpellare il Municipio in merito a quanto segue.

Oggi siamo purtroppo confrontati con la chiusura di varie imprese/attività/sportelli, l’aumento del
frontalierato e il dumping salariale, licenziamenti parziali o in massa e carenza di posti di lavoro per i neodiplomati.

Siamo confrontati con un periodo di “crisi generale”; le problematiche, oltre che avere delle
conseguenze a livello puramente economico, hanno ripercussioni anche più significative a livello
comunitario, inteso come benessere sociale della popolazione. La paura e la preoccupazione
scaturite dalla precarietà della propria situazione economica sono sempre più tangibili, soprattutto per la fascia più giovane della popolazione.

Per i neodiplomati, le situazioni più frequenti che si realizzano alle attuali condizioni date dal
mercato del lavoro sono:

  • giovani diplomati che trovano subito un impiego in Ticino (più probabile a tempo parziale e spesso meno specialistico del diploma conseguito) – categoria che purtroppo è sempre più a rischio e che solo raramente si realizza entro i confini del nostro Comune;
  • ­giovani diplomati che trovano un impiego oltre Gottardo e di conseguenza sono costretti a trasferirsi;
  • ­giovani diplomati che non trovano subito un impiego (di conseguenza si annunciano all’ufficio disoccupazione o intraprendono un soggiorno linguistico all’estero o rimangono nel settore della formazione per programmi post-studio).

Otre a queste tre, c’è una quarta categoria:

  • neodiplomati che rispondono alla mancanza di un impiego decidendo di mettersi in gioco e ideare/proporre una piccola attività professionale, sovente poco lucrativa. Si tratta dei “nuovi” micro-imprenditori locali.

Giusto specificare che la via della micro-imprenditorialità, talvolta, viene scelta anche da impiegati,
stufi o vogliosi di mettersi in gioco e lanciarsi in iniziative che spesso nascono da ideali e dalla
passione.

Questa quarta categoria può rappresentare uno degli elementi di maggior importanza proprio a
scala comunale. L’offerta di attività varie attraverso la micro-imprenditoria, spesso direttamente
relazionate con il cittadino o la famiglia, serve a far crescere e a mantenere saldo il tessuto sociale
e comunitario, permette di aumentare l’attrattività commerciale e di servizi del Comune anche
come proposta verso l’esterno e contribuisce all’erario fiscale.

Al giorno d’oggi, una scelta di questo genere è molto difficile da concretizzare visti, oltre alla
mancanza di un curriculum di referenze, la varietà e la quantità di oneri cui ci si trova confrontati.

Riportiamo alcune problematiche di varia natura cui si trova a far fronte chi decide di avviare una
piccola (micro) attività in proprio:

  • non disponibilità di un capitale proprio, sovente si rende necessario l’appoggio finanziario di terzi o una richiesta di prestito (es. investimento per creare una Sagl: 20'000.- Fr.; investimento per creare una SA: 100'000.- Fr.);
  • investimenti finanziari spesso eccessivamente importanti per iniziare un’attività prima ancora che questa possa produrre dei ricavi (ancora una volta, necessità di chiedere l’appoggio a terzi, spesso i famigliari, per poter investire il minimo indispensabile);
  • necessità di stipulare assicurazioni varie quali “Assicurazione perdita di guadagno”, protezione di responsabilità tipo “RC”, protezione giuridica, …
  • obbligo, da subito, di far fronte al versamento integrale del Primo e del Secondo Pilastro (per un dipendente, tali oneri sono almeno per metà a carico del datore di lavoro);
  • formazione rimaneggiata della propria cassa pensione (a causa degli introiti economici sovente eccessivamente limitati, soprattutto per i primi anni);
  • più soggetti a rischi perché non tutelati da contratti collettivi o altre regole d’ordine sindacale;
  • stress psicologico dovuto all’incertezza costante e alla mole di lavoro;
  • necessità di frequentare corsi di formazioni per imparare a gestire l’attività anche dal punto di vista contabile e amministrativo;
  • investimenti finanziari necessari al promovimento dell’attività; ecc.

Fatte queste premesse vorremmo sottolineare il fatto che i neoimprenditori non rappresentano un peso economico per il Comune, anzi, creano un valore aggiunto non indifferente offrendo servizi specifici che, spesso, non erano presenti sul territorio. Inoltre, visto che molte di queste microattività sono proposte da giovani neodiplomati, contribuiscono in maniera significativa alla crescita del numero di posti di lavoro per la fascia d’età al di sotto dei 25/30 anni. Non pare dunque eccessivo considerare la micro-imprenditorialità locale come elemento di grande importanza per la crescita di quel “humus” socio-economico che concorre alla buona salute di un Comune e al corretto inserimento in società delle nuove generazioni.

Nel concreto, gli aiuti che si potrebbero offrire come Comune sono molteplici, ovviamente da
considerare per una durata limitata da 1-3 anni (tempo necessario per avviare l’attività):

  • condoni sulle varie tasse o imposte di competenza comunale;
  • finanziare o favorire dei corsi di contabilità per piccole aziende;
  • dare uno spazio sul portale web del Comune e/o sull’opuscolo inviato a tutti i fuochi di Gordola;
  • dedicare un budget per la presentazione iniziale dell’attività: volantinaggio a tutti i fuochi, serate e conferenze, …

Pur non avendo a disposizione una statistica sulla casistica locale, possiamo senza dubbio
affermare che a Gordola non vi sono più di 10 casi di nuove piccole attività in proprio all’anno.
Perciò l’investimento finanziario a carico del Comune sarebbe senz’altro sopportabile.

Potrebbe risultar utile, onde evitare spese eccessive ed eventuali “abusi”, fissare un tetto di spesa
di investimento annuo da dedicare allo scopo e vincolare la richiesta a determinati requisiti
d’idoneità. Ad esempio, si potrebbero indicare come vincoli l’obbligatorietà di residenza nel
comune e la prerogativa di non beneficiare di sussidi cantonali relativi a start-up o simili.

La presente interpellanza non ha carattere unidirezionale, infatti, tra i vantaggi per il tessuto
economico e sociale della nostra Comunità si possono indicare:

  • offerta maggiorata e migliorata delle tipologie d’attività imprenditoriali/commerciali/sociali del Comune;
  • riduzione del tasso di disoccupazione (soprattutto dei giovani neodiplomati);
  • riduzione del numero di fallimenti/chiusure (delle 10 nuove micro-attività annuali ipotizzate, è lecito presupporre che non più di un terzo riesca a sopravvivere oltre il terzo anno dall’apertura);
  • maggiori introiti fiscali (a medio e lungo termine);
  • a tendere, potenziale aumento di nuovi posti di lavoro (tramite personale assunto, nel caso che derminate attività dovessero svilupparsi e crescere);
  • aumento del benessere emotivo.

Per tutti questi motivi siamo convinti che sia utile e doveroso considerare di sostenere i microimprenditori locali alle prime armi anche attraverso l’ente pubblico comunale.

Posto quanto sopra ci permettiamo di interpellare il lodevole Municipio come segue:

  • È possibile prevedere un aiuto economico (stanziamenti a fondo perso e/o prestiti a medio termine) per le neoimprese per un periodo di 1/3 anni?

  • È giustificato considerare il temporaneo sgravio (o una sensibile diminuzione) degli oneri causati dalle tasse e imposte di competenza comunale?

  • Può, il Comune, promuovere la visibilità delle neoimprese (sezione dedicata sul proprio portale web, rubrica dedicata sull’opuscolo informativo del Comune, …)?

  • Allo scopo di favorire la visibilità diretta e il contatto tra “nuovi” microimprenditori e popolazione, è possibile considerare una voce di spesa dedicata (vincolata ad una periodica azione di volantinaggio ai fuochi) e la messa a disposizione gratuita di spazi presso cui le neoimprese possono presentare la propria attività al pubblico?

Ringraziando per l'attenzione e la cortese collaborazione porgiamo cordiali saluti.

                    Sheila Bozzini (PPD)                        Cosimo Lupi (PLR)