Investire in stabilità e sicurezza



Un investimento per la sicurezza e la stabilità della Svizzera

 

- Articolo pubblicato da Cosimo Lupi il 24.11.2017 su Opinione Liberale -



Ci risiamo. Dopo che nel 2014 il Popolo svizzero ha affossato alle urne l’acquisto di una flotta di aerei da combattimento Gripen per sostituire, almeno in parte, gli oramai obsoleti Tiger F-5 la questione della difesa del nostro spazio aereo puntualmente si ripresenta. Il tema ha già sollevato aspre critiche e sono già stati versati fiumi d’inchiostro.

Andiamo con ordine: Il Consiglio federale ha deciso lo scorso 8 novembre di concedere una spesa massima di otto miliardi di franchi per nuovi aerei da combattimento e un nuovo sistema di difesa terra-aria.  Dunque non solo di sostituire un modello di aereo da combattimento ma di rinnovare alla radice la difesa aerea del nostro Paese. A tal proposito il governo ha incaricato il Dipartimento federale della difesa (DDPS) di studiare, entro febbraio 2018, possibili varianti concrete di intervento.
A tal proposito è opportuno ricordare come i trenta F/A-18 di cui attualmente disponiamo possono essere impiegati ancora fino al 2030 (ciò grazie ad un programma di aggiornamento costato centinaia di milioni e reso necessario dal no al Gripen), mentre i 53 caccia F-5 Tiger non sono già più adeguati per veri interventi, anche se 26 vengono impiegati con compiti sussidiari. Dal canto suo, i nostri sistemi di difesa terra-aria avranno fatto il loro corso al più tardi nel 2025.

Il Consiglio federale ha preso una decisione saggia in quanto sa bene che, al momento, bisogna urgentemente sanare la falla nella sicurezza del nostro spazio aereo. Si tratta di proteggere la popolazione che vive nel nostro Paese da violazioni dello spazio aereo, transiti di velivoli non accertati o da attacchi aerei. Senza sicurezza non c’è benessere: l’economia ne può risentire a tal punto da rendere impossibile a lungo termine il finanziamento delle prestazioni sociali.

Non esiste praticamente alcun esercito che non abbia strumenti per proteggere lo spazio aereo. Senza forze aeree come si possono difendere le truppe di terra e la popolazione? Un esercito simile non sarebbe affatto credibile. Se si indebolisce a tal punto il nostro esercito ci si rende dipendenti da altre potenze si perderà la nostra neutralità. Non va dimenticato che la Svizzera è uno Stato neutrale nel bel mezzo dell’Europa e questo ha un costo. La proposta avanzata da alcuni, guarda caso provenienti dallo schieramento di sinistra, di stringere accordi con i Paesi confinanti o con la NATO di modo che siano jet stranieri ad occuparsi del nostro spazio aereo è molto pericolosa in quanto significherebbe concedere ad altri parte della nostra sovranità nazionale. Se vi sarà una prossima tornata alle urne per decidere del rinnovamento sostanziale delle nostre difese aeree vi sarà in gioco ben più di un investimento pari a 8 miliardi: si tratta di decidere se vogliamo continuare ad essere un Paese neutrale o meno e se disporre di un esercito che possa adempiere ai propri compiti in osservanza della Costituzione.
Il rinnovamento della difesa aerea è un investimento nelle nostra sicurezza e nella stabilità del Paese per i prossimi 40 anni.