La buona politica deve reagire

Intervista al presidente PLRT Bixio Caprara

- Articolo pubblicato su Il Caffè del 26.11.2017 a firma Stefano Pianca -

Rabbuiato da una serie di scandali, Argo1 su tutti, il 2017 rischia di passare alla “storia” cantonale come l’anno del grande scollamento tra classe politica e opinione pubblica. Nel clima arroventato discutere di etica non è discorso sterile, né prerogativa di filosofi “engagés”. Parlando sulla Regione di quanti si impegnano nella cosa pubblica, il presidente del Plrt, Bixio Caprara, se l’è presa però con “chi continua a dipingere i politici in modo negativo”.

A chi si riferiva?
“Basta scorrere i portali o i blog con le reazioni, ovviamente anonime, per scorgere questa antipolitica diffusa che ha dato forza e voce ai movimenti ora in auge. È un’antipolitica che dipinge le istituzioni come il regno del malaffare, dove chi fa politica cerca facili guadagni. Prendiamo ad esempio la discussione sull’indennità dei dipendenti di Bellinzona… Fa comodo denunciare sempre presunti conflitti d’interesse”.

Ma i partiti politici non dovrebbero chiedersi perché c’è stato questo scollamento con il sentire comune?
“Se c’è una crisi dei partiti vuol dire che bisogna rinnovare l’importanza di determinati valori. Credo di essere sempre stato abbastanza autocritico e sicuramente c’è stato un certo scollamento rispetto alla ‘famosa’ gente. Dietro questa autoreferenzialità dei partiti e dei politici c’è forse il benessere, anche eccessivo, degli scorsi decenni”.

Cioè la pancia piena stimola gli egoismi?
“Diciamo che in questo clima si è faticato maggiormente a tenere conto dell’interesse generale. Ora, paradossalmente, in una situazione più difficile e di crisi diventa indispensabile e necessario fare delle riflessioni di principio”.

Come se ne esce?
“Noi crediamo che sia estremamente importante rinnovare quei valori di riferimento che hanno fatto grande la Svizzera. Ossia la democrazia diretta, ma soprattutto un ruolo sussidiario dello Stato e una responsabilità individuale in equilibrio tra libertà e responsabilità sociale verso chi è in difficoltà”.

Cosa invece non le piace?
“Sono contrario al concetto della mediocrità, della ‘mediocrazia’. Non mi piace il compromesso, che sottintende uno svilimento delle idee, ma preferisco la concordanza. Le parti in causa cercano la soluzione che meglio può interpretare l’interesse generale. Ed è qui che i partiti hanno ancora un ruolo fondamentale da giocare”.

Eppure se in politica esiste un codice di comportamento, sempre più spesso molti dei protagonisti mostrano di non conoscerne l’alfabeto… Non pensa?
“Sono d’accordo. Ci sono stati più episodi. Ma reagisco quando qualcuno tende a dipingere un malandazzo generale, perché credo che ci sia molta gente che fa politica nell’interesse generale dei cittadini. Le scivolate ci sono e per questo credo che la buona politica debba reagire dicendo: noi no! Se ne può discutere ma le istituzioni in questo cantone funzionano e reagiscono correttamente. Nel caso particolare, cioè Argo1, ci sono tre procedure aperte in parallelo ed era necessario dare il giusto tempo di maturazione per capire meglio cosa stesse capitando”.

Ma proprio perché lo scandalo s’è ingrossato, non crede che il politico abbia perso l’abitudine di chiedere scusa quando sbaglia?
“Certo, assolutamente, è così. L’ho detto direttamente al ministro in causa (Paolo Beltraminelli, ndr). Proprio perché oggi esiste questa trasparenza data dall’immediatezza dell’informazione e dai social. Ciò rende molto più impegnativo il ruolo dei politici. Perché la modalità della comunicazione è cambiata e bisogna tenerne conto”.

La comunicazione potrebbe essere orientata con dei gesti di trasparenza, come ad esempio, non sia mai dimettersi, ma autosospendersi… Non crede?
“Anche questo è corretto. Bisognerebbe andare oltre la mera copertura dei ruoli, ma capire che si è lì al servizio delle istituzioni ed è richiesta una coerenza”.

L’ultima riflessione può sembrare nostalgica. Oggi si potrebbe quasi rimpiangere la classe politica del passato, quei cavalli di razza dal linguaggio magari paludato ma provvisti di un forte senso dello Stato… O no?
“Ma siamo davvero sicuri?” (e Caprara fa l’elenco di ministri di epoche lontane al centro di scandali, ndr).

Epperò c’è stato uno scadimento. Non concorda?
“Proprio in questo ambito credo che il ruolo dei partiti sia estremamente prezioso come luoghi e associazioni, non a delinquere, in cui si dibatte e c’è una certa selezione delle persone. Quando invece si hanno più posti da occupare che individui, beh, lì iniziano i problemi...”.